06.09.2012
WANNA BE A HIPSTER?

1. What's that sound?
Le band non esistono. Esistono solo progetti musicali, che comunque sono accettabili solo se paralleli e se rivisitano qualche genere merdoso che neanche la Mirella della pensione Mirella di Gabicce ascolterebbe. 
Tipo indie-mazurka, electro-samba o drum 'n' tarantella. E' indispensabile che i testi siano critiche hipster agli hipster. Senza questa caratteristica, niente da fare.
Se sei al livello base, puoi ascoltare solo il progetto noise-core del caso umano di Rimini.
Se sei al livello intermedio, puoi ascoltare anche I Cani, Maria Antonietta e i Poni Hoax.
Se sei al livello avanzato, puoi ascoltare anche hip-hop della Miami anni '90.
Se sei un professionista, non ascolti musica, perché anche tua madre che si registra cantando mentre lava i piatti è troppo mainstream.
E' psicologia inversa, non è difficile se ti applichi.

2. Adoro il tuo outfit.
Lascia perdere baffetti da messicano col verme solitario, camice a quadri, cappellino da ritardato che nei film americani chiamano "campione", scarpe anti-infortunistiche. Erano i vecchi tempi, quelli. 
Ora, se vuoi essere un vero hipster, devi avere come modello i campi rom. E basta. Scordati tutto il resto. E visto che te lo stai chiedendo, no, le t-shirt di Happiness is a 10 Dollars Tee, non sono hipster. Almeno da quando hanno ottenuto un corner al White.
Adesso vanno molto tra gli hipster le cagate dark, macabre, sanguinolente e che coinvolgono direttamente la sessualità intonsa delle quindicenni di Brighton. Fai un giro su Tumblr, guardati tutti i blog che hanno come immagine profilo una croce rovesciata o una biondina che si taglia le vene con la catena di una 2.55. Insomma, studia. 
Tieni a mente che tutto ciò non durerà, ma ti servirà per fare pratica.
Chiaramente se non sei su LookBook.nu non meriti di vivere, ma questo è ovvio. Ricorda, i nomi dei tuoi look devono essere titoli di canzoni dei TV on The Radio. 

3. Mai prima dell'una, mai dopo mezzanotte.
I concerti, prima di tutto. Ci vai solo per il gruppo spalla, in cui suona quel tuo compagno dell'asilo che a cinque anni ti picchiava con una spranga di ferro. Arrivi quando hanno già finito e dici che il pezzo di apertura aveva un che della St.Vincent pre apparizione in Gossip Girl.
Poi te ne vai per almeno un'ora. Sparisci, ti chiudi in macchina e dici che sei andato a salutare Pablo, il gestore del locale dove va sempre Zach Schields dei Dead Man's Bones, quando passa di lì.
Ovviamente Pablo non esiste, il suo locale non esiste. Zach Schields sì, invece. Ma non conta.
Importante: se e solo se sei un hipster con la licenza puoi andare a sentire i Crookers o qualcuno dei loro amici. Ma le condizioni devono essere tre: il locale deve essere a Montecatini, il buttafuori ti deve chiamare per nome e ci deve essere il wi-fi.

4. Cosa fai nella vita? Mi annoio.
Studi? Accettabile solo styling della lampada allo IED, filosofia azteca a Firenze, fotografia lomo all'Accademia Albertina di Torino.
Se vuoi emigrare, vale unicamente la Central Saint Martins. Discorso chiuso.
Lavori? Sei lo schifo. Può andare se sei il commesso di un negozio di dischi fallito prima di aprire, un giornalista di Vice o il grafico delle tee ufficiali de Le Luci Della Centrale Elettrica. Tutti gli altri lavori, soprattutto quelli fatti solo per avere qualche soldo in tasca, sono la morte nera. E indicano chiaramente che i tuoi non sono ricchi. Fail. 

5. Il sesso è pop.
Non c'è niente da aggiungere. Se sei maschio devi durare al massimo 2 minuti e 40 secondi, il tempo esatto di From West Texas degli Explosions in The Sky. Vedrai, sarà molto romantico. Il romanticismo è hipster, te lo giuro.
Se sei femmina svieni (la s non è un errore di battitura) dopo i primi tre colpi. Così si vedrà subito che sei bulimica e che non dormi, dormire è roba da proletari della Barca.
Comunque nel dubbio preferisci sempre le cose omosessuali e le orge con i batteristi. Con quelle, non si sbaglia mai.

6. Hashtag
Facebook l'avevi nel 2003, quando Mark ancora lo chiamava The Facebook. Adesso ce l'hai, ma non ci vai mai. Però hai 731 amici, dei quali la metà sono tizi che hanno suonato al Coachella, prima che invitassero le blogger. Twitter potrebbe andare, ma nessuno sa usare gli hashtags. Dunque ne segui solo due. Kim Kardashian che è talmente trash da diventare hipster e l'account della Kitsune. 

6. VHS 
Al cinema non ci vai più di una volta all'anno, e ci vai da solo. Hai una cineteca in casa, fatta solo di VHS. I DVD sono roba da gente che esce il sabato sera. 
Un film che ha vinto un Oscar o un David di Donatello è da schifare, va bene il Sundance perché lì i divi si vestono male e non si lavano i capelli. 
Il cinema italiano è ok solo pre-Alba Rohrwacher, anche se visto che è cessa ti fa di brutto. 
Anyway, nel dubbio, scegli sempre roba scandinava. 
La Scandinavia va bene per tutto, questa è una regola generale. 

7. Treno regionale delle 6.34
Andare in vacanza è commerciale quasi quanto lo sono i Black Eyed Peas. D'estate stai a casa, tapparelle abbassate e vinili dei Suicide. Al massimo puoi andare qualche domenica all'Hana-Bi, metterti un costume a vita alta e stare tutto il tempo al bar a leggere Dubliners.
 
D'inverno vai a Tallinn, perché ti ospita un designer di Malmö che lavora in uno studio nella parte est e che hai conosciuto a un rave a Budapest quattro anni fa. Vai a sbronzarti di grappa alla radice di pino in un locale nella zona industriale, rigorosamente da solo, anche se poi tutti ti salutano e ti offrono da bere. 

8. Charles Bukowski è da loser
Hai rivalutato i primi scritti di Palanhiuk, i temi di inglese di quando era alle elementari. 
Adesso però ci sei completamente sotto con la biografia dell'amministratore delegato della Nivea. 
I bestseller invece li leggi solo in koreano, dalla fine all'inizio, saltando la parte centrale. 

9. Home is where your drum machine is
Ti do una brutta notizia. Se abiti con i tuoi, non puoi essere hipster. 
A meno che tua madre non sia sempre strafatta di psicofarmaci e tuo padre un azionista della Apple. 
Vivi con un tuo amico cinquantaseienne che suona il basso e una volta ha limonato con uno degli Slayer. Hai un gatto che si chiama Otturatore e non ha la coda. 
Te l'ha regalato la tua ex/il tuo ex quando vivevate insieme a diciassette anni, prima che si suicidasse durante una lezione di latino al San Luigi. Bei tempi, quelli. 

9. Marxismo
Per essere un vero hipster devi essere un marxista che fa finta di essere un capitalista che vuole bene ai marxisti. Oppure puoi essere un nazi. Pieno di amici negri. 

10. Uno shot di candeggina bio, please 
Iniziamo con i no. No ai cocktail, a meno che non siano quelli che ti offrono i baristi al Kinder perché ti vogliono troppo bene. No al vino, soprattutto quello buono. No al rum, quella parola lì non suona bene. Bevi la birra, ma solo Ichnusa e Raffo, e da un po' hai iniziato a portarti i succhi di frutta all'alchechenge ai concerti, dopo che hai visto Moltheni berne uno al MiAmi. 

10a. Non potevi drogarti come tutti gli altri?
La marijuana è una cosa da Dams, quindi non va bene, a meno che non te la fumi da solo in casa mentre leggi la monografia di Yves Klein. 
La cocaina è anni '90, dunque ok. Le metanfetamine invece vanno benissimo quando devi mettere in piedi un dialogo sui film di Dreyer.
I funghetti sì, ma solo se bio.

11. My feelings are more important than yours.
I sentimenti sono qualcosa da gente che ascolta Lana Del Rey (cioè tu, ma questo non deve saperlo nessuno). 
Ho detto che il romanticismo è hipster, ma vale solo se i feelings non ci sono in mezzo. 
Se ti innamori finisci per dimenticarti Instagram e non c'è niente di peggio, lo sai anche tu.
Devi metterti solo con gente orrida, pallida, anoressica, che ha nomi da vecchio/a tipo Irma, Costanza, Delia. 
Al maschile valgono solo quelli che finiscono in ico. 

Concludiamo prima che si diventi tutti di moda. 
In generale vale la regola che devi dire le cose prima degli altri, anche prima di te stesso. 
Tutto quello che fa palesemente schifo, è tremendamente antisesso o imbarazzantemente anni '90, è sempre ok. 
Fine. 






3 comments:

ElectroMode said...

Mi sono molto divertita a leggerlo.
In pratica sai tutto degli hipster, ho come la sensazione che tu sia accerchiata ;)

Arstcrylique said...

La tua sensazione è più che esatta. E il dramma vero è che alcune cose di questo universo disgustoso rientrano nei miei gusti. Con la differenza che a me piacciono sul serio, a 'sti qui di solito per finta.

viola said...

"Con la differenza che a me piacciono sul serio, a 'sti qui di solito per finta. " = la frase che contraddistingue ogni hipster che si rispetti